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Accadde il 15 ottobre, 90 anni fa, che Mata Hari fu giustiziata da un plotone di esecuzione francese. Il suo nome divenne sinonimo di femme fatale.

mata hari

Margaretha Geertruida Zelle MacLeod (questo era il suo vero nome) non era una donna bellissima (come oggi la possiamo intendere), ma era indubbiamente molto sensuale e affascinante. Era alta 1 metro e 77 (altissima per l’epoca), e non passava certo inosservata, era olandese e aveva vissuto molti anni in Indonesia, era elegante, colta e intelligente, parlava sei lingue e aveva un gran talento per la danza.Ma cosa fu veramente? Danzatrice? Spia? Femme-fatale? Doppiogiochista? Avventuriera? Prostituta? Ninfomane? Millantatrice? Megalomane? Ragazzina viziata? O tutte queste cose messe assieme?
Di certo era molto intraprendente e sicura di sé: quando arrivò a Parigi nel 1904 aveva soltanto 50 centesimi nella borsetta, ma prese subito alloggio al Grand Hotel…
Di recente, alcuni autori revisionisti, hanno persino messo in dubbio che Mata Hari fosse stata realmente una spia; sostengono che fu vittima di un errore giudiziario. L’errore invece lo commette chi legge i documenti dell’epoca come fossero “oro colato”. Desumere la vicenda di Mata Hari dai verbali del processo sarebbe come raccontare il caso Kennedy accettando il rapporto della commissione Warren, o il disastro di Ustica leggendo le carte processuali…I Servizi Segreti sono da sempre “segreti” per definizione, e quindi ogni loro azione è secretata o scarsamente documentata dai governi. A questa regola non sfugge Mata Hari, donna poliglotta quasi apolide, di dubbia moralità, che viaggiava per lavoro e aveva un debole per le uniformi, che frequentava gli ambienti giusti ma aveva un continuo bisogno di denaro per vivere nel lusso più sfrenato.
Un personaggio così prezioso e facile da “comprare”, non poteva sfuggire all’attenzione dei “servizi di informazione” che cominciavano a dilagare in Europa durante la Belle Epoque.
Probabilmente Mata Hari accettò di diventare dapprima una semplice informatrice dei tedeschi. In quel tempo le comunicazioni erano ancora lente e faticose, e una banale lettera poteva trasmettere notizie importanti, raccolte magari nei salotti (o nei letti) della Ville Lumière.
A quel punto però la donna era entrata nella rete e, con l’avvicinarsi del conflitto mondiale, fu probabilmente costretta a diventare una vera e propria spia del “Tiergarten” tedesco (col nome in codice di H21); erano tempi pionieristici, in cui la seduzione giocava un ruolo importante, le donne non venivano sospettate di spionaggio e il massimo della tecnologia era l’inchiostro simpatico.
La fine di Mata Hari arrivò quando, confidando troppo sulle sue protezioni altolocate, tentò di fare il doppio gioco coi francesi; per questo venne tradita, arrestata e fucilata.

Mata Hari, Greta Zelle, Lady MacLeod, Clara Benedix, la spia operò con molti pseudonimi ed è difficile capire cosa combinò veramente. Certo è che molte cose furono insabbiate dagli stessi francesi, che la vollero fucilare in modo esemplare per sollevare il morale di una popolazione depressa dalla guerra, ma per lo stesso motivo non avevano interesse che si sapesse tutta la realtà dei fatti. Perciò, dopo una lunga istruttoria, il processo fu breve e si tenne a porte chiuse e, a distanza di soli quattro giorni dalla fucilazione della spia, il suo principale accusatore, Georges Ladoux, fu a sua volta arrestato con l’accusa di spionaggio a favore della Germania.

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Invece, solo 10 anni fa, il 15 ottobre, in Sardegna: con una legge regionale, si riconosce il sardo come seconda lingua ufficiale della Regione autonoma. Insomma la regione diventa bilingue.

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