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Hina Matsuri (il Festival delle bambole) si svolge il 3° giorno del 3° mese di ogni anno in Giappone e celebra la giornata delle ragazze.

In questo giorno le famiglie pregano per la felicita e la prosperità delle loro ragazze per essere sicuri che crescano belle ed in salute. 

  

 In questa occasione sono preparate delle piattaforme con un hi-mōsen rosso, sulle quali è esposto un insieme di bambole ornamentali (雛人形, hina-ningyō) che raffigurano l’imperatore, l’imperatrice, gli attendenti e i musicisti della corte imperiale con vestiti di corte del periodo Heian.  

Hinamatsuri ha origine da un’ antica tradizione giapponese chiamata hina-nagashi (雛流し – bambola galleggiante) che prevedeva che le bambole venissero deposte in dischi (simili a piatti) galleggianti e mandate verso il mare lungo il fiume.

La tradizione voleva che le bambole portassero con loro gli spiriti maligni .

Un tempo le bambole finivano nelle reti dei pescatori. Oggi, una volta finita la celebrazione, le bambole vengono recuperate e bruciate nel tempio.

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Con il termine capodanno lunare si indica generalmente l’inizio dell’anno presso tutti i popoli che computano il tempo in base ad un calendario lunare o lunisolare. Il termine indica il primo giorno dell’anno in cui in asia si festeggia:

Le festività per il nuovo anno hanno luogo in un lasso di tempo di due settimane consecutive; la festa vera e propria inizia dalla sera della vigilia, in cui si consuma un banchetto in famiglia, e termina la sera del quindicesimo giorno con la festa delle lanterne.

capodanno vietnamita

Fra gli usi vi sono quello di preparare piatti speciali e di pulire la casa, visitare i parenti e i templi. Ai bambini è riservata un’attenzione particolare, vengono loro consegnati da amici e parenti dei soldi contenuti in buste rosse chiamate lì sì.

Altre usanze sono i fuochi d’artificio, danze del drago e del leone per scacciare gli spiriti cattivi e portare fortuna nel nuovo anno.

Gli antichi coreani consideravano sacre le notti di luna piena e nella prima notte di luna piena dell’anno lunare pregavano ed esprimevano auguri di buona salute, di benessere e di un ricco raccolto. Di notte gli abitanti dei villaggi andavano sulle colline e davano fuoco a un lungo stoppaccio di cotone e lo facevano roteare intorno a lungo prima di dar fuoco ai campi. Questa operazione, chiamata chwibullohi (쥐불놓이), veniva effettuata per liberare i campi dagli insetti dannosi e dai cattivi spiriti. Poi gli abitanti del villaggio si riunivano sotto la luna piena per esprimere i loro desideri.

Il festival della luna bianca mongolo è, dopo il Naadam di luglio, la festa più importante del paese. Tradizionalmente, le famiglie si riuniscono in casa del parente più anziano  per la cerimonia dei saluti e si scambiano regali. Durante la festa i Mongoli indossano il tradizionale khadag.

 

A capodanno i giapponesi hanno l’usanza di dare dei soldi ai bambini. Questa usanza è chiamata otoshidama (お年玉).

Nel celebrare il nuovo anno particolare attenzione è dedicata alla prima alba dell’anno e alla prima azione che si compie subito dopo. Hatsuhinode (初日の出)

Secondo la tradizione Shintoista, invece, ci si reca al tempio secondo la tradizione chiamata Hatsumōde (初詣)

Il capodanno Tibetano si svolge a Bodnat, Kathmandu, Nepal e riunisce folle di pellegrini scesi dall’Himalaya o arrivati dal Nepal più meridionale, per assistere alle danze, alle purificazioni, ai riti lamaisti che annunciano il Losar, l’anno (LO) nuovo (SAR).

  • Capodanno Bhutanese

In occasione del capodanno i bhutanesi fanno ritorno a casa, ovunque si trovino. Lavano i loro abiti, fanno un bagno e si preparano ai festeggiamenti. La tradizione vuole che in ogni famiglia vengano realizzate con la pasta di pane due figure, una di uomo e una di donna, entrambe seduti su un toro a rappresentare il bene e il male. Ad ogni membro della famiglia viene poi dato un pezzo delle figure da strofinare sul corpo per scacciare i demoni. Al termine della cerimonia i pezzi di pasta usati vengono portati fuori dalla porta di casa, i demoni sono definitivamente scacciati. A quel punto la famiglia festeggerà con un banchetto.

Dunque oltre 3 miliardi di persone festeggiano l’ingresso nel nuovo anno in questo periodo

CURIOSITA’:

secondo China Mobile e China Unicom, i due principali operatori mobili, I cinesi hanno festeggiato il loro Capodanno lunare inviando 14 miliardi di sms di auguri dai loro cellulari durante la settimana di feste. (fonte Xinua News)

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Il 24 gennaio 1972, Shoichi Yokoi, un soldato giapponese della seconda guerra mondiale, viene scoperto a Guam

coscritto nel ’41 dall’Esercito Imperiale Giapponese e inviato sull’isola di Guam, sul fronte del Pacifico, Yokoi si nascose in una grotta nella giungla quando le forze statunitensi conquistarono definitivamente l’isola nel 1944 .

Aveva vissuto nella jungla per ben 28 anni. Quando fu ritrovato viveva in un rifugio sottoterra e si nutriva di corteccia d’alberi.

Al rientro in giappone lo choc fu grande, in 25 anni la sua nazione si era radicalmente trasformata.

Lui divenne un eroe nazionale come esempio di aderenza al primo codice dell’Armata : “Mai arrendersi!”

Nel novembre del ’72 si sposò ( le nozze furono combinate, secondo l’usanza locale) e scambiò la sua grotta solitaria a Guam con una vera casa nella prefettura di Aichi dove andò a vivere con la sua nuova moglie Mihoko.

Il suo rifugio è divenuto attrazione turistica.


Ryan Harvey

In seguito scrisse un best seller sulla sua esperienza, partecipò a parecchie trasmissioni televisive e, nel 74 corse senza successo per una poltrona alla camera alta del parlamento giapponese.

non sarà l’ultimo caso. Di “ancora combattenti” giapponesi si parlerà fino al 2004

L’articolo di REPUBBLICA

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il 9 dicembre 1937, durante la Seconda guerra sino-giapponese (fu il principale conflitto tra la Repubblica Cinese e l’impero giapponese prima e durante la 2a guerra mondiale), iniziava la battaglia di Nanchino

La battaglia di Nanchino terminò con la caduta della città capitale di Nanchino 南京 nel 1937, nelle mani delle truppe giapponesi, due mesi dopo che il governo della Repubblica Cinese aveva evacuato la città trasferendosi a Chongqing 重庆.

Il 9 dicembre 1937, dopo aver chiesto senza successo alle truppe cinesi che difendevano la città di arrendersi, le truppe giapponesi del tenente generale Asaka Yasuhiko 朝香鳩彦 (facente le veci del generale Matsui Iwane 松井石根), lanciarono un massiccio assalto.

Nelle sei settimane seguenti le truppe giapponesi compirono il cosiddetto massacro di Nanchino, nel corso del quale fu sterminata buona parte della popolazione civile della città.

Le vittime di questo eccidio furono dalle 260.000 alle 350.000, e quello che più risalta è la feroce determinazione con cui furono uccise, dato che solo un numero esiguo di quelle persone morì a causa dei bombardamenti sulla città.
Ci fu chi venne decapitato direttamente dalle spade degli ufficiali giapponesi, chi venne sepolto vivo, bruciato, bastonato, chi fu fatto sbranare dai cani. Alcuni ufficiali giapponesi gareggiavano a chi riusciva a decapitare con la spada il maggior numero di persone nel minor tempo possibile, e a queste gare veniva dato ampio risalto su alcuni giornali giapponesi dell’epoca, segno evidente che tale comportamento era ritenuto “adeguato” da tutta la milizia nipponica e dai civili rimasti in patria.
Ci furono dei soldati che, come segno di vittoria, spedirono ai propri famigliari i teschi delle vittime, e ve ne furono altri che fotografarono le stragi e gli stupri per avere un “ricordo” del viaggio in Cina.

In tale contesto di violenza e efferatezza si inserì la vicenda di John Rabe, uomo d’affari tedesco e rappresentante a Nanchino del partito nazista, considerato dai cinesi lo “Schindler cinese”, perché riuscì a salvare migliaia di vite umane, creando una zona di sicurezza internazionale gestita da europei ed americani, nella quale si rifugiarono molti cittadini di Nanchino. La figura di Rabe è quella di un uomo che pur avendo una grande ammirazione per Hitler, si prodigò, a rischio della vita, per salvare migliaia di cinesi.

Il monumento di John Rabe a NanchinoIn Giappone i negazionisti ed i revisionisti hanno da sempre sostenuto (come alcuni “colleghi” occidentali) che le truppe imperiali abbiano in realtà tenuto un comportamento corretto, negando o sminuendo la “singolare”condotta dei propri soldati.
In Giappone inoltre la situazione nel dopoguerra è stata diversa rispetto alla Germania, dove è reato negare l’olocausto. I libri di testo giapponesi per decenni hanno negato il comportamento criminale dell’esercito nipponico, e gli storici che hanno osato affermarlo sono stati osteggiati e minacciati dai gruppi nazionalisti di estrema destra. La situazione nel corso degli anni è leggermente mutata, visto che nel 1986 il ministro dell’educazione, in seguito ad alcune affermazioni negazioniste venne costretto alle dimissioni.
DA LEGGERE: Lo stupro di Nanchino di Iris Chang ed. CORBACCIO

L’OLOCAUSTO DIMENTICATO (articolo del Corriere della sera)

THE NANKING MASSACRE

CHINA RADIO INTERNATIONAL

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il 29 novembre 1890 La Costituzione Meiji entra in vigore in Giappone, e si riunisce la prima Dieta  

La Costituzione dell’Impero del Giappone del 1889, più comunemente conosciuta come Costituzione Imperiale o Costituzione Meiji, fu la prima costituzione moderna del Giappone. Attuata nell’ambito delle riforme della restaurazione Meiji, stabiliva una forma di monarchia costituzionale basata sul modello prussiano, in cui l’Imperatore del Giappone era un governante attivo con un grande potere politico che doveva gestire insieme ad una dieta eletta.

il monumento di pietra

constitution memorial 

(città Kanazawa Ku di Yokohama della prefettura di Kanagawa)

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Il 3 Novembre, in giappone, si festeggia il “Giorno della cultura” (Bunka no hi)

 Originariamente, prima del 1946, in questo giorno si celebrava l’anniversario della nascita dell’imperatore Meiji (1852-1912).

Meiji (明治), che significa Governo illuminato, è il titolo rituale che fu assegnato a Mutsuhito (Kyoto 1852 – Tokyo 1912) 122° imperatore del Giappone.

Come è tipico della tradizione giapponese, in cui le epoche storiche vengono collegate al periodo di regno, e quindi al nome dell’Imperatore, l’era del suo regno viene definita ‘epoca Meiji’, ed è compresa tra il 1867 (anno in cui salì al trono) e il 1912 (anno della sua morte).

Durante il suo lungo regno il Giappone si modernizzò e aprì all’Occidente: venne abolito il regime feudale che aveva caratterizzato l’epoca Tokugawa (le prefetture sostituirono gli antichi feudi) ed ebbe inizio l’epoca industriale (senza passare da una vera e propria Rivoluzione industriale) grazie alle innovazioni portate dagli occidentali, che farà del Giappone una potenza mondiale, sia in campo economico che militare.

      

Dopo la sua morte il 3 novembre divenne il Giorno della Cultura, giorno in cui tutte le arti culturali sono vengono onorate.

CURIOSITA’: in giappone se un giorno festivo cade di domenica diviene festivo il giorno successivo.

Culture day ad Asakusa

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