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Posts Tagged ‘almanacco del giorno’

 

Oggi parliamo di:

un importante 25° in CINA e di un noto GIORNALE DOMENICALE

la frasi del giorno sono di REINER MARIA RIELKE (nato oggi nel 1875)

Un buon matrimonio è quello in cui ciascuno dei due nomina l’altro custode della sua solitudine

Ti ricordi ancora di Roma, cara Lou? Com’è nella tua memoria? Nella mia rimarranno un giorno solo le sue acque, queste limpide, stupende, mobili acque che vivono nelle sue piazze; e le sue scale, che sembrano modellate su acque cadenti, tanto stranamente un gradino scivola dall’altro come onda da onda; la festosità dei suoi giardini e la magnificenza delle grandi terrazze; e le sue notti, così lunghe, silenziose e colme di stelle.”

“Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.”

Auguri a:

Barbara, Bernardo, Cristiano

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Cento anni fa nasceva Alberto Pincherle più noto con il cognome della nonna materna, Moravia.

Nasce in una famiglia romana ebraica benestante. La sorella è la pittrice Adriana Pincherle. Tra il 1916 e il 1925 lo colpisce una grave forma di tubercolosi ossea, malattia che segnerà profondamente la sua esistenza, e compie pertanto studi irregolari, nutrendosi tuttavia di vastissime letture. Dopo un’ultima degenza in sanatorio, tra il 1925 e il ’28 scrive Gli indifferenti, dapprima concepito come canovaccio teatrale, poi strutturato come un vero e proprio romanzo, con una ampiezza di respiro che la tendenza al frammento di quegli anni aveva in parte occultato. L’opera, pubblicata a Milano nel 1929, viene scritta anche nelle “grotte” di Bragaglia di via degli Avignonesi, di cui è un frequentatore abituale.


Partecipa al movimento novecentista guidato da Bontempelli, e su “900” pubblica nel 1929 la sua prima novella, Cortigiana statica. Tra la sua produzione degli anni Trenta ricordiamo il romanzo Le ambizioni sbagliate (1935), mentre su “Pegaso” di Ojetti e Pancrazi pubblica i racconti Delitto al circolo del tennis ( 1929) e Inverno di malato (1930). Nel 1929 de Libero lo invita a collaborare a “Interplanetario”, su cui Moravia pubblica alcune novelle. Collabora al primo numero di “Fronte” (1931), la rivista di Scipione e Mazzacurati con un articolo sul romanzo inglese. Vicino alla contessa Pecci-Blunt, scrive alcune presentazioni per le mostre alla Galleria della Cometa. In questo periodo è vicino alla scrittrice Elsa Morante e frequenta i pittori tonalisti (in particolare Capogrossi). Negli anni Trenta inizia un’instancabile attività di viaggiatore come inviato di vari giornali, anche per sottrarsi al clima di tensione che si è creato con il regime. Negli anni Quaranta alcuni articoli su riviste sono firmati con lo pseudonimo di Pseudo, cui Moravia viene costretto dopo la pubblicazione della Mascherata.(1941) , un testo in cui “intendeva colpire la dittatura immergendola nell’assurdo groviglio delle avventure politiche e delle imprese del sesso” (Manacorda): una tematica che ritroviamo nei contemporanei dipinti di Mafai o Maccari.
Della sua vastissima produzione del dopoguerra ricordiamo i centotrenta Racconti romani (1954 e ’59), vero monumento alla vitalità e all’inventiva della gente romana.

Toni Servillo legge “GLI INDIFFERENTI”

L’articolo de il Tempo

Da Wikipedia: 1 Biografia ; 2 Opere ; 3 Bibliografia dettagliata ; 4 Voci correlate ; 5 Altri progetti ; 6 Collegamenti esterni ;

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Oggi parliamo di:

Pietre rotolantiPietre brillanti, di pietre miliari

per gli studenti di musica effetto proustiano garantito ascoltando i brani musicali contenuti nel post su Pozzoli

Auguri a: Agrippino, Oreste, Teodoro, Ornella

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Oggi parliamo di: Plutonio e dei Tajiki

Auguri a:  Beatrice , Emiliano, Felice, Leonardo, Romolo, Severo, Valentino

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270 anni fa, il 4 Novembre 1737, si inaugurava a Napoli il Teatro S.Carlo.

Il teatro San Carlo è il più antico teatro lirico d’Europa, fra quelli oggi esistenti.

Basilica di San Francesco di Paola sita in Piazza del Plebiscito

Riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, può ospitare tremila spettatori e conta cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, più un ampio palco reale ed un palcoscenico lungo circa trentacinque metri.

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Oggi parliamo di: 

Sionismo – Pasolini  – L’uomo nello spazio

Auguri a: Marciano e Giusto

i Rasta celebrano l’incoronazione di Hailé Selassié

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Per i nostalgici dell’almanacco del giorno dopo

Benvenuti.

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