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Posts Tagged ‘29 febbraio’

Altan, anno bisestile

In realtà la tradizione popolare vuole l’anno bisestile come anno propizio.

Gli anni bisestili sono favorevoli a ogni nuova impresa, a ogni cambiamento di vita o di mestiere.

In tutto il mondo l’anno bisestile viene festeggiato come anno fausto.

Un lavoro che abbia inizio il 29 febbraio ha le migliori probabilità di successo. Lo stesso succede al bambino che sia concepito o che veda la luce il 29 febbraio

 

Secondo la tradizione che ha origine addirittura in irlanda nel 5° secolo, le donne possono dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio. La storia narra che, successivamente, nel 1288,  il parlamento scozzese legiferò che ogni donna poteva dichiararsi e chiedere in matrimonio l’uomo in occasione degli anni bisestili. 

 

Si racconta anche che, in caso di rifiuto, l’uomo  doveva addolcire la delusione della donna con un bacio, un dono in denaro (solitamente una sterlina, non poco per l’epoca) e un paio di guanti o un abito di seta . Si ha notizia di tradizioni simili anche in Francia ed in Svizzera

 

 

Curiosità: 

Nel 1980 in francia esce in edicola il primo numero di “la bougie du Sapeur” periodico che esce, ogni 4 anni, proprio in occasione degli anni bisestili.

Viene fondato da Jacques Debuisson e Christian Bailly. Il Direttore è Jean d’Indy. Ogni edizione esce con una tiratura di  200,000 copie.  I profitti dell’edizione del 2008 saranno devoluti ad una associazione no-profit che si occupa di Autismo.

“la bougie du Sapeur”

Il 29 febbraio viene detto giorno bisestile, anche se nel Calendario Romano era il 24 febbraio ad essere aggiunto, prendendo il nome di giorno “bissextile”, ovvero un sesto giorno extra nel cammino che portava alle calende di marzo. I Romani, comprendendo la necessità di un giorno extra, scelsero in particolare il 24 febbraio, solo perché seguiva l’ultimo giorno del loro anno, che in quel periodo della storia era, naturalmente, il 23 febbraio.

Citazioni sull’anno bisestile:

Siamo fatti di acqua e tempo. Evaporiamo con lentezza: 365 giorni all’anno. Ma con l’errore di un giorno. L’anno bisestile (che ci aspetta) aggiusta l’errore. Rimuove l’imperfezione di quel giorno. Risarcisce lo sbaglio di quelle 5 ore, 48 minuti, 46 secondi che il calcolo degli uomini cancella per quattro anni di seguito. L’anno bisestile rimette le lancette dell’anno al loro posto tra il sole, la luna, il capriccio di molti dei e la matematica degli uomini. Inventa il trecentosessantaseiesimo giorno. Lo infila in coda al mese più corto. Lo nomina 29 febbraio, il giorno che qualche volta c’è. (Pino Corrias)

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il 18 febbraio 2001 moriva Balthasar Kłossowski de Rola, pittore francese meglio conosciuto come BALTHUS.

il 29 febbraio di quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Figlio del critico d’arte e pittore Eric Klossowski e di Baladine, autrice di acquerelli e musa ispiratrice di Reiner Maria Rilke, Balthus fu a stretto contatto con il mondo della pittura già dall’infanzia: la sua casa era frequentata da artisti del calibro di Cézanne, Matisse, Mirò, Masson, sotto l’egida dei quali si compì la sua formazione artistica, pur essendo egli fondamentalmente un autodidatta.
Cresciuto in un ambiente colto e raffinato egli ebbe modo di esprimere precocemente la propria vocazione figurativa: aveva appena dodici anni quando venne pubblicato il suo primo libro di disegni, intitolato Mitsou, accompagnato da una prefazione scritta da Rainer Maria Rilke, che fu tra i primi ad intuirne il genio pittorico: esso è la storia del suo gatto raccontata attraverso le immagini tracciate dalla sua abile mano sui fogli.


Suoi veri modelli furono però Masaccio e soprattutto Piero della Francesca, dallo splendore delle cui opere egli rimase affascinato già durante il suo primo viaggio in Italia nel 1926; il grande entusiasmo per aver potuto osservare direttamente i capolavori di chi egli considerava un vero e proprio maestro è chiaramente espresso in un passso della lettera che Balthus scrisse al professor Strhol dopo il suo soggiorno aretino: “Il desiderio di venire fin qui a vedere le opere di Piero della Francesca mi ha perseguitato per gli scorsi cinque anni…..Ma adesso, che meraviglia!”(…)
Tale ammirazione è del resto testimoniata da alcune copie di paesaggi ad acquerello che egli realizzò proprio sul finire degli anni ’20, mostrando già la sua impronta di neoclassico, amante del Rinascimento.
Fonte: http://www.balthus.it/

 

dalla galleria di foto di Donata Wenders

Di Balthus si sa che si avvicinò ai surrealisti negli anni Trenta. Si sa che non partecipò al movimento per rimanere fedele a se stesso e a nessuna tendenza specifica. Si sa che la prima mostra alla Galerie Pierre di Parigi passò inosservata. Si sa che il primo che gli comprò un quadro fu Pablo Picasso e che fece scandalo nel 1934 con un quadro intitolato “La lezione di chitarra” in cui rappresentò sia la suonatrice che la chitarra con una fanciulla.

Balthus ha rifiutato a lungo di farsi fotografare, di ricevere giornalisti o anche solo di fornire informazioni sulla sua vita privata. Ha mantenuto il mistero anche a proposito della sua data di nascita. In realtà il conte Balthasar Klossowski de Rola, nato nel 1908, il 29 febbraio del 2000 aveva festeggiato i 92 anni. Così, quest’uomo di 92 anni è riuscito a sfuggire al tempo, a conservare il fascino e il potere ipnotico proprio della giovinezza.

Fonte: http://www.rossoscarlatto.com/public/780.asp

Il sito della fondazione: http://www.fondation-balthus.com/

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