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Archive for the ‘almanacco’ Category

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Thaipoosam Cavadee è una festa tradizionale celebrata, solitamente intorno al 21 gennaio, dagli induisti di origine TAMIL che popolano Mauritius

durante il Cavadee i fedeli camminano per giorni e giorni trasportando un grande arco di legno cui vengono appesi due vasi per il latte, indossando zoccoli chiodati e con lunghi aghi applicati su tutto il corpo.

Durante il percorso che li porterà al tempio gli uomini entrano più volte in trance per lo sforzo compiuto e la musica che li accompagna durante tutto il cammino in un percorso di purificazione che li avvicina agli Dei. 

Arrivati al tempio, consegneranno i loro saumboos di latte al sacerdote che lo verserà sulle statue delle Divinità. Il rito si conclude con lo sfilamento degli aghi, la deposizione del cavadee e con un pasto succulento.

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Foto 1 e 4: Andrea Balza

I Tamil, hanno comunità in Sri Lanka, Malesia, Sud Africa, Singapore, Pakistan e appunto Mauritius . Le emigrazioni più recenti sono state verso la Nuova Zelanda, l’ Australia, il Canada, gli U.S.A, e l’ Europa.

Si stimano circa 70 milioni di TAMIL in tutto il mondo.

La bandiera Tamil adottata dalla Confederazione Mondiale Tamil a rappresentare i Tamil sparsi in tutto il mondo.

La bandiera Tamil adottata dalla Confederazione Mondiale Tamil a rappresentare i Tamil sparsi in tutto il mondo.

IDENTITA’ TAMIL:

Al contrario di altre etnie, l’identità TAMIL non è legata prevalentemente ad un territorio bensì alla lingua.

L’origine dell’etnia Tamil, così come quella di altre tribù dravidiche, è sconosciuta.

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Alcuni antichissimi testi Tamil (poemi epici che venivano composti da “assemblee di poeti” dette Sangam) fanno riferimento ad una antichissima terra chiamata Kumari Kandam o “Lemuria” che sembrerebbe essere stata sommersa dalle acque dell’oceano indiano.

Nella letteratura dei Nazionalisti dell etnia Dravidica (un movimento che promuove il rispetto dei diritti umani a prescindere dalla casta)  Kumari Kandam o “Lemuria” è la culla della civiltà, il luogo in cui ebbero origine il linguaggio umano in generale e, in particolare la lingua Tamil che considerano la madre del linguaggio umano.

Fonti: Wikipedia

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19 gennaio 2008,  Apple Lisa ha solo 25 anni ed è già roba da museo.

Apple Lisa era un personal computer rivoluzionario progettato da Apple Computer agli inizi degli anni ottanta e presentato  il 19 gennaio 1983 al costo di 9.995 Dollari Statunitensi.

Il Lisa è stato il più grosso fallimento commerciale dell’Apple dai tempi dell’Apple III. I potenziali utenti ritenevano il Lisa una macchina troppo costosa e relativamente lenta e quindi si rivolgevano alle macchine prodotte da IBM e dai concorrenti che sebbene fornissero un interfaccia molto più ostica e fossero più limitate costavano alche molto meno.

La definitiva morte del Lisa la si è avuta nel 1984 con la presentazione del Macintosh che era dotato dell’interfaccia a icone e del mouse.

Gli utenti non riuscivano a percepire la superiorità del Lisa rispetto al Macintosh dato che, all’epoca, per gli utenti memoria virtuale e multitasking erano parole senza senso.

Il Lisa è un classico esempio di un prodotto troppo in anticipo per i suoi tempi.

Sull’origine del nome:

Secondo alcuni Lisa è semplicemente il nome della figlia di Steve Jobs, Lisa Brennan Jobs nata nel 1978. Secondo molti è l’acronimo di Local Integrated Software Architecture (Architettura Software Locale Integrata), sembrerebbe invece che LISA è un acronimo inventato dall’ufficio marketing della Apple e significherebbe Let’s Invent Some Acronym (Inventiamo un altro acronimo).

Da non perdere un Kevin Costner giovanissimo nello spot di Apple LISA

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La Rivolta del ghetto di Varsavia, da non confondere con con la rivolta di Varsavia che ebbe luogo l’anno successivo, fu un’insurrezione esplosa nel ghetto ebraico di Varsavia contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il 18 gennaio 1943, nel ghetto di Varsavia, si verificò il primo caso di insurrezione armata, quando i tedeschi, a seguito di un ordine impartito da Heinrich Himmler, comandante delle SS, iniziarono la deportazione di circa 24.000 ebrei. Gli ebrei insorti impedirono la realizzazione dell’ordine infatti solo 650 ebrei vennero deportati. Dopo quattro giorni di combattimenti le unità tedesche uscirono dal ghetto e le organizzazioni insorte ŻOB e ŻZW ne presero il controllo, costruendo dozzine di posti di combattimento e operando contro i collaborazionisti ebraici.

La rivolta del ghetto di Varsavia ha ispirato il film Il pianista (palma d’oro 2002, 3 premi oscar 2003) di Roman Polanski

 

tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Wladyslaw Szpilman.

 

www.HolocaustResearchProject.org

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Durante i combattimenti persero la vita circa 7.000 ebrei ed ulteriori 6.000 morirono bruciati nelle case in fiamme o soffocati all’interno dei bunker sotterranei. I rimanenti 50.000 abitanti vennero deportati presso diversi campi di sterminio, per la maggior parte presso il campo di Treblinka. I tedeschi persero circa 300 uomini tra soldati e collaboratori polacchi.

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Il 17 gennaio 1991 muore Giacomo Manzù.

Giacomo Manzù, di cui nel 2008 ricorre anche il centenario della nascita (Bergamo, 22 dicembre 1908) è stato uno scultore tra i più importanti del secolo scorso.

Undicesimo figlio del calzolaio e sagrestano Angelo Manzoni e della moglie Maria Pesenti, impara presto a lavorare ed intagliare il legno. S’avvicina all’arte durante il servizio militare, svolto a Verona (1927/’28), dove studia le porte di San Zeno e i calchi dell’Accademia Cicognini.

Dopo un breve soggiorno a Parigi nel ’29, nel 1930 si stabilì a Milano dove contribuì, al fianco di Aligi Sassu e di Renato Birolli, a sviluppare i germi della ribellione antinovecentista che sfocerà, negli anni 1938-40, nel movimento di Corrente.

A Milano realizzò le sue prime opere in bronzo e si dedicò al disegno, all’incisione, all’illustrazione e alla pittura, più volte ripresa durante la carriera.

Medardo Rosso

Mentre la sua iniziale attività risentì del «primitivismo» allora molto diffuso (decorazione della Cappella dell’Università Cattolica di Milano, 1931), la scoperta di Medardo Rosso, verso la cui opera si volse sempre più decisamente, e un secondo viaggio a Parigi nel ’36, lo condussero a una svolta: spinto dalla lezione impressionista, abbandonò gli schemi arcaizzanti e andò acquistando per gradi l’originale sensibilità luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualità che diverranno qualità stabili del suo stile.

Considerato ormai fra le personalità più significative della scultura italiana, tra il 1938 e il ’39 Manzù inizia la serie dei “Cardinali”, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola, assorte in meditazione.
Negli anni ’40, come reazione alla violenza della guerra, Giacomo Manzù riprende e riunisce sotto il titolo “Cristo nella nostra umanità”, le opere della Crocifissione e della Deposizione.

Nel 1941 ottenne la cattedra di scultura all’Accademia di Brera a Milano, da cui in seguito si dimise per dissensi sul programma di studio. Fra le opere di questo periodo: Ritratto di Francesca (1942, Città del Vaticano, Coll. d’Arte Mod.) e Grande ritratto di signora (1946, New York, Mus. of Mod. Art).

L’alta religiosità laica di Manzù trovò il suo culmine poetico nella Porta della Morte per San Pietro a Roma, a cui lavorò con alterne vicende dal ’52 al ’64:

 

i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nell’insieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori dell’opera di Manzù e uno dei maggiori complessi artistici dell’arte contemporanea

Fonte

LA BIOGRAFIA DI GIACOMO MANZU’

DA VEDERE:

VIDEO REALIZZATO IN OCCASIONE DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DEDICATA AL MAESTRO NEL 2003

il catalogo con le opere inedite

il sito ufficiale

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Il 15 gennaio di ogni anno nella regione del Tamil NADU, in India, si svolge Jallikattu.

Jallikattu, un pò corsa dei tori un pò Corrida , non ha lo scopo di uccidere il toro ma solo di domarlo, inoltre, il “matadòr” indiano non ha a disposizione alcuna arma.

E’ una vera e propria prova fisica cui, tradizionalmente, i giovani uomini si sottopongono in occasione dei festeggiamenti del THAI PONGALfesta Tamil  che sta all’india come il thanksgiving agli USA.

Il termine Jallikattu deriva dalle parole “Salli” kassu (monete) e “Kattu” (pacco). Il pacco di monete, che viene legato alle corna del toro, è il premio in denaro per chi riuscirà a domare il toro.

Le origini della sfida risalgono ad una antica tradizione dravidica. Secondo la legenda, anticamente, la sfida veniva lanciata dalle giovani donne per poter scegliere i loro mariti.

In passato nella sfida venivano sfidati i mestosi Tori Kangeyam  perchè naturalmente più forti e feroci di ogni altra specie.

Oggi il toro Kanjeyam è in estinzione

Quest’anno la corte suprema di Dheli ha dato seguito ad un ricorso degli animalisti ed ha proibito lo svolgimento del jallikkattu definendolo una “barbara tradizione”. 

THAI PONGAL in sintesi

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il 13 gennaio 1970, dopo due anni e mezzo, termina la guerra civile nigeriana.

foto di Cagnoni - Biafra 1969

La guerra civile nigeriana, nota anche come guerra del Biafra, ebbe luogo fra il 6 luglio 1967 e il 13 gennaio 1970, in seguito al tentativo di secessione delle province sudorientali della Nigeria di etnia Igbo (o Ibo), autoproclamatesi Repubblica del Biafra.

copertina di life 7/12/'68 foto David Robison

L’azione militare del governo centrale nigeriano portò la popolazione di intere regioni a essere decimata dalla fame, e accuse di genocidio furono mosse da esponenti Igbo alla Nigeria.

                  

Si ritiene che circa un milione di persone siano morte nel conflitto, soprattutto a causa della fame e delle malattie.

L’organizzazione non governativa Medici senza frontiere venne fondata nel 1971 da Bernard Kouchner e altri medici francesi proprio in seguito alla loro drammatica esperienza in Biafra.

il sito di Medici senza frontiere

VIDEO

La guerra civile nigeriana documentata dalla BBC

Fonte Wikipedia

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All’ alba dell’ 11 gennaio 1944, a valle del processo di Verona (8 gennaio 1944), sul prato del poligono di tiro di Forte Proclo, vengono fucilati i cosiddetti “traditori” del regime.

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Il processo di Verona vide sul banco degli imputati i membri del Gran Consiglio del Fascismo che, nella seduta del 25 luglio 1943, avevano sfiduciato Benito Mussolini, causando la caduta del regime fascista e che avevano avuto, poi, la sfortuna di cadere in mano ai tedeschi e ai fascisti dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943 e la conseguente occupazione da parte della Wehrmacht.

 

L’epilogo del processo vide la condanna a morte per fucilazione di Emilio De Bono e  il conte Galeazzo Ciano, ex ministro degli Esteri (1936), membro del Gran Consiglio nonché marito di Edda Mussolini, la figlia prediletta del Duce.

Galeazzo Ciano         Emilio de Bono

Gli altri condannati sono Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del Partito a suo tempo inquisito e arrestato per il sequestro e l’uccisione di Giacomo Matteotti, Luciano Gottardi, presidente della confederazione dei lavoratori, Carlo Pareschi, ministro dell’Agricoltura e Foreste.

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Tullio Cianetti, sottosegretario delle Corporazioni, si salva dall’esecuzione ritrattando il voto del 25 luglio con una lettera a Mussolini. Cianetti, dopo la liberazione, al fine di evitare eventuali processi e condanne, emigra in Mozambico dove riesce a far perdere le sue tracce sino alla morte.

Fonti:
Wikipedia
IL CASO CIANO da vedere sul sito de “La storia siamo noi”

Il processo di Verona Valutazione 3 stelle su cinque

e’ un film di Carlo Lizzani del 1963.

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il 10 gennaio 1927 a Berlino viene proiettata la prima del film, capolavoro del regista austriaco Fritz Lang, METROPOLIS

   

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Metropolis è un film muto considerato uno dei capisaldi dell’espressionismo cinematografico ed è universalmente riconosciuto come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno, avendo ispirato pellicole quali Blade Runner e Brazil.

Il film è costruito come un’opera lirica ed è nettamente diviso in tre parti: il “Prologo“, che dura per l’intera prima metà del film, un breve “Intermezzo“, e un “Furioso” che segna le scene finali.

Dal punto di vista tecnico nel 1927 Metropolis era un film prodigioso. Faceva uso di tecniche di ripresa allora strabilianti. Tra queste, l’introduzione nel cinema d’autore del Passo uno, ovvero le riprese effettuate per singoli fotogrammi, che rimasero nel campionario dei realizzatori di effetti speciali fino all’avvento della computer grafica.

La produzione impegnò la troupe per diciannove mesi: trecentodieci giorni di riprese e sessanta notti furono necessarie per produrre 600.000 metri di pellicola fotografica.
Erich Pommer e la casa di produzione UFA non badarono a spese per la lavorazione, assoldando 36.000 comparse. L’investimento superò i 50 milioni di marchi tedeschi di allora.

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Queste spese non vennero coperte dagli introiti della pubblicazione, tanto che la UFA andò in bancarotta: Alfred Hugenberg,

Alfred HUGENBERG

editore e membro del Partito Nazista, comprò la UFA trasformandola in parte della macchina propagandistica del nazismo.

Il film non ebbe grande successo in Europa, ma negli Stati Uniti, al Rialto di New York, alla prima nazionale si presentarono oltre 10.000 persone.

Il valore culturale e tecnico del film lo ha portato ad essere stato il primo film inserito nel registro Memory of the world, un progetto dell’Unesco nato nel 1992 per salvaguardare le opere documentarie più importanti dell’umanità.

Oggi dell’originale Metropolis sopravvive solo parte dei negativi e alcune copie di versioni ridotte realizzate all’epoca. Un quarto del filmato originale è andato perduto, così come tutte le sceneggiature, i modellini e il robot Maria, distrutte durante i bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale.

Fonte WIKIPEDIA

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cento anni fa nasceva Simone de Beauvoir scrittrice, filosofa e femminista francese del secolo scorso.

Studiò alla Sorbona, dove nel 1929 ottenne “l’agrégation” (idoneità) in filosofia e dove incontrò colui che, senza matrimonio né convivenza, sarebbe diventato il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre.

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Sono, questi, gli anni in cui conosce Merleau-Ponty, Levy-Strauss, Raymond Aron, Paul Nizan.

movimento femminista 

Simone de Beauvoir è considerata la madre del movimento femminista, nato in occasione della contestazione studentesca del maggio 1968, che seguirà con partecipazione e simpatia.

Gli anni settanta la vedono fervidamente in prima linea in varie cause del progresso civile: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l’aborto, il Cile, la donna (è presidentessa dell’associazione “Choisir ” e della Lega dei diritti della donna).

Nell’ultimo periodo della sua vita, Simone de Beauvoir affronta con coraggio un altro problema sociale, quello della vecchiaia, cui dedica un importante saggio, La Terza Età (1970).

Nel 1981, in occasione della morte di Sartre, scrisse La cerimonia degli addii (La Cérémonie des adieux), cronaca degli ultimi anni del celebre pensatore.

fonte Wikipedia

già L’almanacco su Sartre

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L’8 gennaio 1889 Herman H. Hollerith con la collaborazione del medico  John S. Billings  inventa la prima macchina tabulatrice a schede perforate, prototipo dei sistemi meccanografici. 

LA STORIA

Nel 1880 il censimento americano aveva posto un serio problema: sette anni dopo lo spoglio delle schede non si era ancora riusciti a completarlo e già si doveva preparare il censimento del 1890. Sicché l’ufficio censimenti bandì un concorso per la progettazione di una macchina in grado di classificare e contare automaticamente i dati.

Vinse la gara l’ingegnere statistico H. Hollerith, che aveva elaborato una tabulatrice riutilizzando l’idea delle schede perforate di Babbage, questa volta però non per specificare il programma, ma i dati da elaborare o i risultati dell’elaborazione.

Ogni scheda rappresentava le risposte date da un certo individuo. Sulla scheda, “maschio” poteva essere rappresentato da una perforazione e “femmina” dalla mancanza di perforazione. Domande più complesse richiedevano gruppi di perforazioni o assenza di essi.

Particolare curioso: le dimensioni delle schede erano identiche a quelle di una banconota da un dollaro.

Le schede perforate venivano inserite nella macchina, dove un circuito elettrico veniva acceso o spento dalla presenza o assenza dei buchi. Il linguaggio delle parole umane veniva tradotto in perforazioni (“foro sì”, “foro no”), che la macchina leggeva elettricamente (acceso-spento). Era la prima volta che, nel calcolo, si faceva uso dell’elettricità.

Il successo fu immediato: la macchina poteva esaminare fino a 800 schede al minuto (una velocità favolosa per quei tempi e impossibile agli uomini). 

Con la sua macchina Hollerith eseguì il lavoro di raccolta e tabulazione dei dati anagrafici del censimento americano del 1890 (63 milioni di persone e 150.000 comunità minori) in un solo mese!

Il principio di Hollerith fu usato anche per il calcolo di tiro delle navi da guerra fino alla II guerra mondiale.

Herman Hollerith è il fondatore dell’azienda che sarebbe diventata il gigante IBM

tutta la storia da ascoltare qui (in INGLESE)

fonte testi

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Il tricolore italiano nasce ufficialmente il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, proposto da Giuseppe Compagnoni.

Una origine di circa ottanta giorni più remota, rispetto a Reggio Emilia, è stata ipotizzata dal professor Giovanelli. Egli faceva riferimento alla seduta comunale del 22 ottobre 1796, tenuta presso il palazzo comunale del Fariolo, allora ancora sede del Comune di Felina, in cui si trattava l’unione dei paesi di Felina e Braglia alla Repubblica Reggiana. L’ordine del giorno era composto da dodici punti e il settimo di questi era così formulato: “Potrà il Popolo suddetto distruggere la bandiera dell’ex feudatario e farne una tricolorata colle parole: Libertà, Egualianza”.

Come altre bandiere, anche l’italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Quando le armate napoleoniche attraversarono l’Italia, nel 1796, sia le varie neonate repubbliche giacobine, sia i reparti militari che affiancavano l’esercito di Napoleone adottarono bandiere simili.

La scelta dei colori si deve probabilmente ai vessilli della Legione Lombarda nei quali il bianco e il rosso del comune di Milano si affiancavano al verde delle divise della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, vennero adottati anche dalla Legione Italiana, composta da soldati provenienti dall’Emilia e dalla Romagna.

Il significato romantico della scelta dei colori è:

  • Verde come le nostre pianure

  • Bianco come i ghiacciai sulle Alpi

  • Rosso come il sangue versato dai nostri compatrioti per l’unione della nostra terra

IL TRICOLORE.IT

Dal Dipartimento del Cerimoniale di Stato – Ufficio del Cerimoniale
   

La Bandiera

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GIOTTO - l'adorazione dei Magi

Attorno alle figure dei Re Magi, sin dai tempi più lontani, si sono diffuse storie e leggende che, ancora oggi, continuano ad affascinare. Questi re stranieri che venivano dal lontano Oriente, colpiscono l’immaginazione dei bambini che, impazienti, attendono il giorno dell’Epifania per collocare finalmente le statuine dei tre saggi nel presepe.
Arrivano con animali sconosciuti, indossano abiti di foggia inconsueta, portano doni misteriosi, hanno la pelle scura. Non conosciamo con precisione la loro storia eppure sono presenze familiari e rassicuranti che ci riportano all’infanzia. Nella scena del Presepe, nelle raffigurazioni pittoriche che impreziosiscono numerose chiese del nostro territorio, i Magi sono immobili davanti alla Madonna ed al Bambino, in atto di adorazione.
Sono finalmente arrivati alla meta dopo un lungo viaggio.

Pellegrini per eccellenza, simbolo dell’incontro tra Oriente ed Occidente, sono una presenza lungo le vie di pellegrinaggio. Le loro immagini dipinte o scolpite nelle chiese sono state un segnale importante per i pellegrini. Lungo le strade molte locande ancora oggi si chiamano “Tre Re”. 

Non sappiamo con precisione quanti furono i saggi che fecero visita a Gesù; dodici secondo una Cronaca orientale del 774-775, in numero maggiore o talvolta minore di tre nelle antiche raffigurazioni di alcune catacombe.

La tradizione cristiana ne riconobbe tre a cui corrispondevano i nomi latini di Caspar, Balthasar, Melchior.

Nel VIII secolo il Venerabile Beda descriveva Melchiorre come “un vecchio dai capelli bianchi, con una folta barba e lunghe chiome ricciute”, Gasparre ” un giovane imberbe” e Baldassarre “di carnagione olivastra e con una barba considerevole”.

L’appellativo Magi, letteralmente “ingannatori, stregoni, sapienti”, indicava in essi la saggezza, la sapienza. Jacopo da Varazze nella Legenda Aurea, testo assai diffuso nel Medioevo, ne precisa in tal senso il significato facendo derivare il termine “magi” da “magni”, cioè grandi, nella sapienza.

I Magi erano seguaci di Zoroastro, fondatore della religione Mazdea, così chiamata dal Dio Mazda, Dio Supremo e creatore del mondo e di tutte le cose che in esso vi sono.

Incerta è la loro provenienza. La nozione di Oriente si sfuma, a seconda delle diverse fonti considerate, in un territorio non ben definito: la Persia o la Caldea, la Sabea (regione attraversata dal fiume Sabe) piuttosto che l’Arabia o l’india.

I Magi partirono dalla loro terra in gran fretta quando, secondo il racconto di Giovanni Crisostomo, in cima al Monte Vittoria apparve loro una stella in forma di bimbo bellissimo con una croce sul capo. Ciò poté avvenire poiché ogni anno, dodici uomini salivano sul Monte Vittoria e vi restavano in abluzioni e preghiera in attesa dell’apparizione della stella annunciata dal profeta Balaam. Partirono con i dromedari, animali velocissimi che in un giorno percorrevano quanto un cavallo in tre. Arrivarono dall’Oriente a Gerusalemme in tredici giorni. Qui chiesero ai Giudei il luogo della nascita di Gesù poiché secondo la profezia “essi conoscevano il tempo ma non il luogo”.

Finalmente giunti a Betlemme offrirono al Salvatore oro , incenso e mirra, doni che Persiani e Caldei usavano portare ad un re e simboli di maestà divina, regale potestà ed umana mortalità.
Fonte: Rosalba Franchi 

Il mondo cristiano ricorda i Re magi nel giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, ultimo dei “dodici giorni di Natale”.

la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), viva soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. Portati dagli stessi Re Magi in Spagna; dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, e legata secondo la tradizione all’adorazione dei Re Magi) in alcune parti d’Italia.

Il racconto dei Magi

Da leggere:

Massimo Centini: La vera storia dei Re Magi – Piemme, 1997

Giovanni da Hildesheim: Storia dei Re Magi – Newton Compton,1980

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il 4 gennaio 1948, 60 anni fa, la Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente Myanmar) ottiene l’indipendenza dall’Inghilterra.

La nuova Repubblica elegge Sao Shwe Thaik come suo primo Presidente

 Sao Shwe Thaik

 e U Nu come Primo Ministro e sceglie di non diventare membro del Commonwealth.

il Primo Ministro U NU visita il mahatma Ghandi

Si forma un Parlamento Bicamerale che consiste di una Camera dei Deputati e di una Camera delle Nazionalità  in rappresentanza delle diverse etnie che popolavano il paese

da allora il 4 gennaio si celebra l’indipendence day, LUT LAT YAY NEI in lingua Birmana.

ATTUALITA’:

In fuga dalla Birmania, rifugiati in Bangladesh ovvero: dalla padella nella brace!

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il 4 gennaio 1968 usciva in edicola il primo numero di “AVVENIRE” fortemente voluto da Paolo VI che , prevedendo l’evolversi dei tempi, pensò ad uno strumento culturale comune per i cattolici italiani. Nella sua visione Avvenire doveva dare un’idea dell’Italia non come mera unità geografica, ma come comunità dotata di una coscienza unitaria. Per alimentare questa coscienza unitaria Paolo VI volle un giornale nazionale in cui potesse pulsare la vita della Chiesa italiana e dell’intero Paese.

AVVENIRE ON LINE

fonte Wikipedia

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L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2008 Anno Internazionale della Patata con la  risoluzione 60/191 del 22 Dicembre 2005 (A/RES/60/191). 

La celebrazione dell’Anno Internazionale della Patata 2008 è un’occasione per aumentare la consapevolezza – tra politici, donor e la gente comune, specialmente giovani e ragazzi in età scolare – dell’importanza della patata, e dell’agricoltura in generale, nell’affrontare questioni di grande preoccupazione a livello mondiale come l’insicurezza alimentare, la malnutrizione, la povertà e le minacce per l’ambiente.
Il Sito web creato per celebrare l’Anno Internazionale contiene informazioni dettagliate sulla patata: dalle origini nelle Ande e la diffusione in tutto il mondo fino agli aspetti pratici della sua coltivazione (incluso il trattamento della pianta, l’apporto di acqua, il controllo dei parassiti e delle  malattie) e alle questione legate a nutrizione, biodiversità, biotecnologia e genere.  

DA VEDERE: http://www.potato2008.org/en/events/video.html

In passato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva proclamato il 2004 l’Anno Internazionale del Riso, sottolineando che il riso costituiva il principale alimento per più della metà della popolazione mondiale (A/RES/57/162).  L’Assemblea aveva inoltre affermato la necessità di accrescere la consapevolezza che il riso svolge un ruolo importante nell’alleviare povertà e malnutrizione, sostenendo il bisogno di focalizzare l’attenzione mondiale sul ruolo che esso potrebbe giocare nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo internazionalmente concordati, compresi gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

 http://www.potato2008.org/

Il 2008 è anche l’anno internazionale della Sanità

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e anche l’anno internazionale del PIANETA TERRA

SITO UFFICIALE: http://www.yearofplanetearth.org/

UNITED NATION INTERNATIONAL YEARS

L’articolo sul Corriere della Sera

 

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il 3 gennaio 1962, Papa Giovanni XXIII° scomunica Fidel Castro  in linea con un decreto del 1949 di Pio XII, che vietava ai cattolici di appoggiare la“dottrina del comunismo materialista e anticristiano”

Per Castro, che aveva precedentemente abbandonato la fede cattolica, fu un evento di scarse conseguenze. Lo scopo del provvedimento era quello di minare il supporto a Castro tra i cattolici cubani e non.

Nel novembre del 1996 Fidel Castro andò a Roma, in occasione dell’Incontro mondiale sull’alimentazione promosso dalla FAO. In quell’occasione andò in Vaticano, per incontrare il Papa Giovanni Paolo II.

Il 21 gennaio del 1998 Giovanni Paolo II contraccambiò la visita ed andò a Cuba. Pochi giorni prima del suo arrivo Castro, per un accordo preesistente, liberò 106 detenuti, che comparivano in una lista di 260 nomi consegnata a Castro dal segretario vaticano Angelo Sodano. Fidel Castro ricevette Giovanni Paolo II con tutti gli onori, e rinunciando per la prima volta alla sua famosa divisa militare, per indossare giacca e cravatta.

Durante la storica visita a Cuba Giovanni Paolo II° dichiara pubblicamente che con il regime di Castro si può dialogare in modo costruttivo e definisce l’enbargo imposto a Cuba  “una misura economica restrittiva imposta dall’estero, ingiusta ed eticamente inaccettabile”

Alla morte di Giovanni Paolo II° Fidel “piange l’amico di Cuba

CURIOSITA’:

Secondo il decreto del Santo Uffizio del 28 giugno 1949 è automaticamente scomunicato:

  • Chi è iscritto al partito comunista.
  • Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
  • Chi vota per esso e per i suoi candidati.
  • Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
  • Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGiL, UDI, API, ecc.

Non risulta che la scomunica sia stata abolita.

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il 3 gennaio 1888, Marvin Stone, un produttore di bocchini di carta per sigarette, brevetta la CANNUCCIA.

Stone usava bere un particolare drink alla menta dopo il lavoro servendosi di una cannuccia d’erba di segale, fu così che per poter gustare meglio il suo cocktail preferito, pensò di produrre una cannuccia “artificiale”.

Stone cominciò ad girare delle striscie lunghe di carta attorno ad una matita. l’inizio e la fine della cannuccia venivano incollati così da rinforzare il “tubo”.

L’utilizzo della nuova cannuccia di Stone si diffuse rapidamente, nel frattempo, Stone, migliorò la sua invenzione producendo una cannuccia con un diametro ridotto in modo che i semi degli agrumi non vi passassero attraverso. Così, la cannuccia si diffuse ulteriormente con l’aumento del consumo di bibite e succhi di frutta.

Per produrre le cannucce veniva usata una speciale carta paraffinata di Manila così da renderle resistenti ai liquidi.

Già nel 1890 la fabbrica di bocchini per sigarette di Stone produceva quasi esclusivamente cannucce che venivano arrotolate a mano una per una.

Nel 1905 Stone brevetta la prima macchina arrotola cannucce, per poter aumentare la produzione in misura della crescente domanda, l’AZIENDA è tuttora nel business delle cannucce in plastica

Nel 1937 Joseph Friedman

brevetta la prima cannuccia flessibile.

CURIOSITA’: i primi ad utilizzare le cannucce per bere, pare, furono i Sumeri, inventori della birra. A quel tempo la birra era torbida e non filtrata, perciò veniva bevuta con la cannuccia, per evitare che i residui molto amari si depositassero sulle labbra

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BUON 2008!

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L’almanacco nasce il 9 ottobre 2007

in poco meno di 3 mesi ha avuto 8670 visite complessive

Il miglior giorno in assoluto è stato l’ 8 novembre 

questa la top ten dei post più letti nell’ultimo mese, regina assoluta Astrid Lindgren, la mamma di Pippi Calzelunge

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Il Babbo Natale vestito di rosso e con la barba bianca è un puro travisamento, un personaggio inventato. Peggio. Un personaggio da réclame. Sono stati infatti i pubblicitari della Coca Cola, all’inizio degli anni ’30, a creare l’immagine del vecchietto sulla slitta, per promuovere la bevanda nei mesi invernali. In particolare il celebre illustratore Haddon Sundblom: fu lui a porre la firma al primo disegno del moderno Santa Claus.

Si ritiene che il Babbo Natale moderno sia il risultato dell’unione di vari personaggi, con origini distinte, che sono col tempo confluiti in un’unica figura.

Il primo personaggio è San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell’Impero bizantino che corrisponde all’attuale Anatolia, in Turchia.

San Nicola divenne noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione.

Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.

Odino l'errante

Odino l’errante

La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Olanda anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola.

La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam e New York prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all’origine dell’abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 5 gennaio all’arrivo della Befana.

Santa Claus ha origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da San Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas; questo spiega anche l’esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).

Rappresentazione popolare di Babbo Natale che cavalca una capra, forse derivata dal Tomte svedese.

Rappresentazione popolare di Babbo Natale che cavalca una capra, forse derivata dal Tomte svedese.

Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet.

Le strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi, elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve durante l’anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso, sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.

Anche in altri paesi la figura di San Nicola ha subito gli adattamenti necessari per uniformarsi al folclore locale. Ad esempio, nei paesi nordici sopravvive ancora l’immagine pagana della capretta di Yule (in svedese julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse. In tempi più recenti, però, sia in Svezia che in Norvegia il portatore di doni viene identificato con Tomte o tomtenisse, un’altra creatura del folklore locale. In Finlandia, la capretta di Yule si chiama joulupukki.

La leggenda più famosa sulla vita del santo, ricordata anche nel Purgatorio di Dante (XX, 31-33), racconta di un nobiluomo caduto in disgrazia che si disperava per la sorte delle sue tre giovani figlie per le quali non aveva una dote disponibile. Nicola volle aiutare la famiglia e, per tre notti consecutive, gettò dentro la finestra del loro castello tre sacchi pieni di monete d’oro. La terza notte trovando chiuse tutte le finestre Nicola fu costretto ad arrampicarsi sul tetto per calare le monete giù dal comignolo. L’oro, cadendo, si infilò nelle calze delle fanciulle appese ad asciugare vicino al camino e, da allora in molti paesi è rimasta la tradizione di appendere calze la notte di Natale per ritrovarle la mattina dopo colme di doni.

Fonti:

WIKIPEDIA

articolo sul Corriere della Sera di Alessandro di Lecce

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il 22 dicembre 1989, dopo gli avvenimenti del 9 novembre 1989 la porta di Brandeburgo viene ufficialmente riaperta. I resti del Muro di Berlino e dei vari sbarramenti nelle vicinanze della porta vennero a mano a mano completamente demoliti.

La Porta di Brandeburgo è il monumento più conosciuto di Berlino, e simbolo dell´unità tedesca. Venne costruita a partire dal 1788 ed aperta al traffico il 6 agosto del 1791 da Carl Gotthard Langhans che prese spunto dai Propilei di Atene.

La quadriga sulla sua sommità fu creata nel 1794 da Johann Gottfries Schadow.

Dopo la chiusura della Porta, il 13 agosto 1961,  la quadriglia venne girata, dato che originariamente guardava ad ovest (e quindi contro il muro).  

fonte WIKIPEDIA

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ovvero Il solstizio d’inverno.

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il 21 dicembre 1937 viene proiettata al Carthay Circle Theater di Hollywood l’anteprima di Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio d’animazione prodotto da Walt Disney.

 

Biancaneve e i sette nani rappresenta, al valore corretto d’inflazione, il maggiore incasso cinematografico della storia per un film d’animazione ed il 3° di ogni tempo, dopo Via col vento e Guerre Stellari, con 2.425.862.786,99 dollari.

Il film fu ridoppiato nel 1972 perché nel doppiaggio del 1938 c’ erano molte libertà di traduzione, un esempio quando Biancaneve morde la mela infatti dice “I feel strange” “mi sento cosi strana” mentre nel doppiaggio del 1938 pronuncia la battuta “Ho freddo al cuore”.

Snow White and the Seven Dwarfs 70th Anniversary

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Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. […] Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.

Piergiorgio Welby 

Una morte ascoltata?

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Nel 1944 Hubert Beuve-Méry fu chiamato dal generale de Gaulle a creare, con l’aiuto del governo francese, un quotidiano di riferimento che sostituisse il quotidiano Le Temps. Fu così che il 19 dicembre 1944 arriva in edicola Le Monde, di cui sarebbe stato il direttore fino al suo pensionamento, pubblicando editoriali sotto lo pseudonimo di Sirius.

Le Monde resta oggi l’unico quotidiano francese economicamente indipendente, proprietà dei suoi giornalisti.

Dal 1985, la prima pagina di le Monde contiene una vignetta, generalmente illustrata da Plantu.

Le Monde è presente su internet dal 19 dicembre 1995 con il sito lemonde.fr.

 

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 brochure di viaggi “Littoria e Agro Pontino,” del 1934. Pubblicata dall’ Ente Nazionale Industrie Turistische (ENIT) con le Ferrovie dello Stato Designed by “Pizzi & Pizio – Roma

 

il 18 dicembre 1932, durante i lavori di bonifica dell’Agro pontino, viene inaugurata LITTORIA

Nel 1946, con la caduta del fascismo,  muterà il suo nome su pressione degli alleati e sarà ridenominata Latina assumendo nel nome quello antico del territorio che la circonda, ossia il Latium Novum

CARBONIA, altra città di fondazione, viene inaugurata il 18 dicembre 1938.

Nel luglio del 1935 il governo aveva costituito, dotandola di un capitale di 600 milioni, l’A. Ca. I. (Azienda Carboni Italiani)al fine di sviluppare le ricerche di carboni fossili di cui si avvertiva l’enorme ed urgente necessità in tutto il Paese. Dal 1936 al 1947 nel Sulcis vennero aperti 22 pozzi per l’ estrazione del carbone, impiegando, nel periodo di maggiore produzione, poco meno di 18.000 maestranze, provenienti da tutta la Sardegna e anche da oltre Tirreno.

Furono quelli gli anni di maggiore crescita della nuova città che dopo appena due anni di vita, coi suoi 29.000 abitanti, era diventata la terza della Sardegna dopo Cagliari e Sassari.

LE CITTA’ METAFISICHE (video a cura del Touring Club Italiano)

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