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Archive for the ‘accadde domani’ Category

Il 24 gennaio 1972, Shoichi Yokoi, un soldato giapponese della seconda guerra mondiale, viene scoperto a Guam

coscritto nel ’41 dall’Esercito Imperiale Giapponese e inviato sull’isola di Guam, sul fronte del Pacifico, Yokoi si nascose in una grotta nella giungla quando le forze statunitensi conquistarono definitivamente l’isola nel 1944 .

Aveva vissuto nella jungla per ben 28 anni. Quando fu ritrovato viveva in un rifugio sottoterra e si nutriva di corteccia d’alberi.

Al rientro in giappone lo choc fu grande, in 25 anni la sua nazione si era radicalmente trasformata.

Lui divenne un eroe nazionale come esempio di aderenza al primo codice dell’Armata : “Mai arrendersi!”

Nel novembre del ’72 si sposò ( le nozze furono combinate, secondo l’usanza locale) e scambiò la sua grotta solitaria a Guam con una vera casa nella prefettura di Aichi dove andò a vivere con la sua nuova moglie Mihoko.

Il suo rifugio è divenuto attrazione turistica.


Ryan Harvey

In seguito scrisse un best seller sulla sua esperienza, partecipò a parecchie trasmissioni televisive e, nel 74 corse senza successo per una poltrona alla camera alta del parlamento giapponese.

non sarà l’ultimo caso. Di “ancora combattenti” giapponesi si parlerà fino al 2004

L’articolo di REPUBBLICA

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il 23 gennaio 1960 Jacques Piccard, oceanografo svizzero, figlio del fisico Auguste Piccard, e il tenente della Marina statunitense Donald Walsh si immersero con il batiscafo Trieste nella fossa delle Marianne, compiendo l’immersione più profonda della storia  raggiungendo la profondità di 10.916 m sotto il livello del mare nella depressione del Challenger Deep che, con una profondità massima di 11.033 m, dista dalla superficie terrestre ben più del monte Everest (8.850 m).

 

Da tre generazioni i Piccard affascinano per la loro audacia, la loro ingegnosità scientifica e i loro exploit. Il profilo di questa vera e propria dinastia di pionieri è così unico che è stato necessario coniare un neologismo per qualificarli: i «savanturiers», uomini di scienza ed allo stesso tempo avventurieri.

L’ ultimo avventuriero in ordine cronologico è Bertrand Piccard (1958), figlio di Jacques, che ha effettuato il primo giro del mondo in pallone senza scalo.

Curiosità: 

Il disegnatore Hergé (il papà di «Tintin») si ispirò ad Auguste Piccard per il suo personaggio del professor Tournesol, in quanto egli lo considerava come l’archetipo dello scienziato.

tournesol - tin tinAuguste piccard

 

I Piccard hanno ispirato anche un personaggio della saga Star Trek, il capitano Jean-Luc Picard dell’astronave Enterprise, nella serie Next Generation,  sembrerebbe essere un discendente della famiglia Piccard.

BERTRAND PICCARD   Jean Luc Picard - star trek

DA VEDERE, IL SERVIZIO DELLA TV SVIZZERA

Una famiglia di scienziati un po’ pazzi

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il 22 gennaio 1983, a soli 26 anni, Björn Borg N° 1 del tennis mondiale, si ritira perchè nauseato dalla vita agonistica e dallo stress dei duri allenamenti quotidiani

In nove anni di carriera Bjorn Borg è entrato nella storia del tennis per le sue cinque vittorie consecutive a Wimbledon, per le sei vittorie al Roland Garros, di cui quattro consecutive.

borg vince wimbledon

 

Al quinto successo a Wimbledon, Borg batté l’asso degli assi, l’americano John McEnroe, al quinto set: 1-6/ 7-5/ 6-3/ 6-7/ 8-6 in una finale indimenticabile.

Dopo il ritiro Borg soffrì a lungo di depressione ed ebbe un matrimonio turbolento con la cantante Loredana Bertè.

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19 gennaio 2008,  Apple Lisa ha solo 25 anni ed è già roba da museo.

Apple Lisa era un personal computer rivoluzionario progettato da Apple Computer agli inizi degli anni ottanta e presentato  il 19 gennaio 1983 al costo di 9.995 Dollari Statunitensi.

Il Lisa è stato il più grosso fallimento commerciale dell’Apple dai tempi dell’Apple III. I potenziali utenti ritenevano il Lisa una macchina troppo costosa e relativamente lenta e quindi si rivolgevano alle macchine prodotte da IBM e dai concorrenti che sebbene fornissero un interfaccia molto più ostica e fossero più limitate costavano alche molto meno.

La definitiva morte del Lisa la si è avuta nel 1984 con la presentazione del Macintosh che era dotato dell’interfaccia a icone e del mouse.

Gli utenti non riuscivano a percepire la superiorità del Lisa rispetto al Macintosh dato che, all’epoca, per gli utenti memoria virtuale e multitasking erano parole senza senso.

Il Lisa è un classico esempio di un prodotto troppo in anticipo per i suoi tempi.

Sull’origine del nome:

Secondo alcuni Lisa è semplicemente il nome della figlia di Steve Jobs, Lisa Brennan Jobs nata nel 1978. Secondo molti è l’acronimo di Local Integrated Software Architecture (Architettura Software Locale Integrata), sembrerebbe invece che LISA è un acronimo inventato dall’ufficio marketing della Apple e significherebbe Let’s Invent Some Acronym (Inventiamo un altro acronimo).

Da non perdere un Kevin Costner giovanissimo nello spot di Apple LISA

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La Rivolta del ghetto di Varsavia, da non confondere con con la rivolta di Varsavia che ebbe luogo l’anno successivo, fu un’insurrezione esplosa nel ghetto ebraico di Varsavia contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il 18 gennaio 1943, nel ghetto di Varsavia, si verificò il primo caso di insurrezione armata, quando i tedeschi, a seguito di un ordine impartito da Heinrich Himmler, comandante delle SS, iniziarono la deportazione di circa 24.000 ebrei. Gli ebrei insorti impedirono la realizzazione dell’ordine infatti solo 650 ebrei vennero deportati. Dopo quattro giorni di combattimenti le unità tedesche uscirono dal ghetto e le organizzazioni insorte ŻOB e ŻZW ne presero il controllo, costruendo dozzine di posti di combattimento e operando contro i collaborazionisti ebraici.

La rivolta del ghetto di Varsavia ha ispirato il film Il pianista (palma d’oro 2002, 3 premi oscar 2003) di Roman Polanski

 

tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Wladyslaw Szpilman.

 

www.HolocaustResearchProject.org

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Durante i combattimenti persero la vita circa 7.000 ebrei ed ulteriori 6.000 morirono bruciati nelle case in fiamme o soffocati all’interno dei bunker sotterranei. I rimanenti 50.000 abitanti vennero deportati presso diversi campi di sterminio, per la maggior parte presso il campo di Treblinka. I tedeschi persero circa 300 uomini tra soldati e collaboratori polacchi.

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Il 17 gennaio 1991 muore Giacomo Manzù.

Giacomo Manzù, di cui nel 2008 ricorre anche il centenario della nascita (Bergamo, 22 dicembre 1908) è stato uno scultore tra i più importanti del secolo scorso.

Undicesimo figlio del calzolaio e sagrestano Angelo Manzoni e della moglie Maria Pesenti, impara presto a lavorare ed intagliare il legno. S’avvicina all’arte durante il servizio militare, svolto a Verona (1927/’28), dove studia le porte di San Zeno e i calchi dell’Accademia Cicognini.

Dopo un breve soggiorno a Parigi nel ’29, nel 1930 si stabilì a Milano dove contribuì, al fianco di Aligi Sassu e di Renato Birolli, a sviluppare i germi della ribellione antinovecentista che sfocerà, negli anni 1938-40, nel movimento di Corrente.

A Milano realizzò le sue prime opere in bronzo e si dedicò al disegno, all’incisione, all’illustrazione e alla pittura, più volte ripresa durante la carriera.

Medardo Rosso

Mentre la sua iniziale attività risentì del «primitivismo» allora molto diffuso (decorazione della Cappella dell’Università Cattolica di Milano, 1931), la scoperta di Medardo Rosso, verso la cui opera si volse sempre più decisamente, e un secondo viaggio a Parigi nel ’36, lo condussero a una svolta: spinto dalla lezione impressionista, abbandonò gli schemi arcaizzanti e andò acquistando per gradi l’originale sensibilità luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualità che diverranno qualità stabili del suo stile.

Considerato ormai fra le personalità più significative della scultura italiana, tra il 1938 e il ’39 Manzù inizia la serie dei “Cardinali”, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola, assorte in meditazione.
Negli anni ’40, come reazione alla violenza della guerra, Giacomo Manzù riprende e riunisce sotto il titolo “Cristo nella nostra umanità”, le opere della Crocifissione e della Deposizione.

Nel 1941 ottenne la cattedra di scultura all’Accademia di Brera a Milano, da cui in seguito si dimise per dissensi sul programma di studio. Fra le opere di questo periodo: Ritratto di Francesca (1942, Città del Vaticano, Coll. d’Arte Mod.) e Grande ritratto di signora (1946, New York, Mus. of Mod. Art).

L’alta religiosità laica di Manzù trovò il suo culmine poetico nella Porta della Morte per San Pietro a Roma, a cui lavorò con alterne vicende dal ’52 al ’64:

 

i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nell’insieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori dell’opera di Manzù e uno dei maggiori complessi artistici dell’arte contemporanea

Fonte

LA BIOGRAFIA DI GIACOMO MANZU’

DA VEDERE:

VIDEO REALIZZATO IN OCCASIONE DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DEDICATA AL MAESTRO NEL 2003

il catalogo con le opere inedite

il sito ufficiale

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All’ alba dell’ 11 gennaio 1944, a valle del processo di Verona (8 gennaio 1944), sul prato del poligono di tiro di Forte Proclo, vengono fucilati i cosiddetti “traditori” del regime.

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Il processo di Verona vide sul banco degli imputati i membri del Gran Consiglio del Fascismo che, nella seduta del 25 luglio 1943, avevano sfiduciato Benito Mussolini, causando la caduta del regime fascista e che avevano avuto, poi, la sfortuna di cadere in mano ai tedeschi e ai fascisti dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943 e la conseguente occupazione da parte della Wehrmacht.

 

L’epilogo del processo vide la condanna a morte per fucilazione di Emilio De Bono e  il conte Galeazzo Ciano, ex ministro degli Esteri (1936), membro del Gran Consiglio nonché marito di Edda Mussolini, la figlia prediletta del Duce.

Galeazzo Ciano         Emilio de Bono

Gli altri condannati sono Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del Partito a suo tempo inquisito e arrestato per il sequestro e l’uccisione di Giacomo Matteotti, Luciano Gottardi, presidente della confederazione dei lavoratori, Carlo Pareschi, ministro dell’Agricoltura e Foreste.

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Tullio Cianetti, sottosegretario delle Corporazioni, si salva dall’esecuzione ritrattando il voto del 25 luglio con una lettera a Mussolini. Cianetti, dopo la liberazione, al fine di evitare eventuali processi e condanne, emigra in Mozambico dove riesce a far perdere le sue tracce sino alla morte.

Fonti:
Wikipedia
IL CASO CIANO da vedere sul sito de “La storia siamo noi”

Il processo di Verona Valutazione 3 stelle su cinque

e’ un film di Carlo Lizzani del 1963.

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