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Archive for gennaio 2008

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Thaipoosam Cavadee è una festa tradizionale celebrata, solitamente intorno al 21 gennaio, dagli induisti di origine TAMIL che popolano Mauritius

durante il Cavadee i fedeli camminano per giorni e giorni trasportando un grande arco di legno cui vengono appesi due vasi per il latte, indossando zoccoli chiodati e con lunghi aghi applicati su tutto il corpo.

Durante il percorso che li porterà al tempio gli uomini entrano più volte in trance per lo sforzo compiuto e la musica che li accompagna durante tutto il cammino in un percorso di purificazione che li avvicina agli Dei. 

Arrivati al tempio, consegneranno i loro saumboos di latte al sacerdote che lo verserà sulle statue delle Divinità. Il rito si conclude con lo sfilamento degli aghi, la deposizione del cavadee e con un pasto succulento.

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Foto 1 e 4: Andrea Balza

I Tamil, hanno comunità in Sri Lanka, Malesia, Sud Africa, Singapore, Pakistan e appunto Mauritius . Le emigrazioni più recenti sono state verso la Nuova Zelanda, l’ Australia, il Canada, gli U.S.A, e l’ Europa.

Si stimano circa 70 milioni di TAMIL in tutto il mondo.

La bandiera Tamil adottata dalla Confederazione Mondiale Tamil a rappresentare i Tamil sparsi in tutto il mondo.

La bandiera Tamil adottata dalla Confederazione Mondiale Tamil a rappresentare i Tamil sparsi in tutto il mondo.

IDENTITA’ TAMIL:

Al contrario di altre etnie, l’identità TAMIL non è legata prevalentemente ad un territorio bensì alla lingua.

L’origine dell’etnia Tamil, così come quella di altre tribù dravidiche, è sconosciuta.

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Alcuni antichissimi testi Tamil (poemi epici che venivano composti da “assemblee di poeti” dette Sangam) fanno riferimento ad una antichissima terra chiamata Kumari Kandam o “Lemuria” che sembrerebbe essere stata sommersa dalle acque dell’oceano indiano.

Nella letteratura dei Nazionalisti dell etnia Dravidica (un movimento che promuove il rispetto dei diritti umani a prescindere dalla casta)  Kumari Kandam o “Lemuria” è la culla della civiltà, il luogo in cui ebbero origine il linguaggio umano in generale e, in particolare la lingua Tamil che considerano la madre del linguaggio umano.

Fonti: Wikipedia

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19 gennaio 2008,  Apple Lisa ha solo 25 anni ed è già roba da museo.

Apple Lisa era un personal computer rivoluzionario progettato da Apple Computer agli inizi degli anni ottanta e presentato  il 19 gennaio 1983 al costo di 9.995 Dollari Statunitensi.

Il Lisa è stato il più grosso fallimento commerciale dell’Apple dai tempi dell’Apple III. I potenziali utenti ritenevano il Lisa una macchina troppo costosa e relativamente lenta e quindi si rivolgevano alle macchine prodotte da IBM e dai concorrenti che sebbene fornissero un interfaccia molto più ostica e fossero più limitate costavano alche molto meno.

La definitiva morte del Lisa la si è avuta nel 1984 con la presentazione del Macintosh che era dotato dell’interfaccia a icone e del mouse.

Gli utenti non riuscivano a percepire la superiorità del Lisa rispetto al Macintosh dato che, all’epoca, per gli utenti memoria virtuale e multitasking erano parole senza senso.

Il Lisa è un classico esempio di un prodotto troppo in anticipo per i suoi tempi.

Sull’origine del nome:

Secondo alcuni Lisa è semplicemente il nome della figlia di Steve Jobs, Lisa Brennan Jobs nata nel 1978. Secondo molti è l’acronimo di Local Integrated Software Architecture (Architettura Software Locale Integrata), sembrerebbe invece che LISA è un acronimo inventato dall’ufficio marketing della Apple e significherebbe Let’s Invent Some Acronym (Inventiamo un altro acronimo).

Da non perdere un Kevin Costner giovanissimo nello spot di Apple LISA

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La Rivolta del ghetto di Varsavia, da non confondere con con la rivolta di Varsavia che ebbe luogo l’anno successivo, fu un’insurrezione esplosa nel ghetto ebraico di Varsavia contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il 18 gennaio 1943, nel ghetto di Varsavia, si verificò il primo caso di insurrezione armata, quando i tedeschi, a seguito di un ordine impartito da Heinrich Himmler, comandante delle SS, iniziarono la deportazione di circa 24.000 ebrei. Gli ebrei insorti impedirono la realizzazione dell’ordine infatti solo 650 ebrei vennero deportati. Dopo quattro giorni di combattimenti le unità tedesche uscirono dal ghetto e le organizzazioni insorte ŻOB e ŻZW ne presero il controllo, costruendo dozzine di posti di combattimento e operando contro i collaborazionisti ebraici.

La rivolta del ghetto di Varsavia ha ispirato il film Il pianista (palma d’oro 2002, 3 premi oscar 2003) di Roman Polanski

 

tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Wladyslaw Szpilman.

 

www.HolocaustResearchProject.org

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Civili fucilati sul posto dopo la loro cattura

Durante i combattimenti persero la vita circa 7.000 ebrei ed ulteriori 6.000 morirono bruciati nelle case in fiamme o soffocati all’interno dei bunker sotterranei. I rimanenti 50.000 abitanti vennero deportati presso diversi campi di sterminio, per la maggior parte presso il campo di Treblinka. I tedeschi persero circa 300 uomini tra soldati e collaboratori polacchi.

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Il 17 gennaio 1991 muore Giacomo Manzù.

Giacomo Manzù, di cui nel 2008 ricorre anche il centenario della nascita (Bergamo, 22 dicembre 1908) è stato uno scultore tra i più importanti del secolo scorso.

Undicesimo figlio del calzolaio e sagrestano Angelo Manzoni e della moglie Maria Pesenti, impara presto a lavorare ed intagliare il legno. S’avvicina all’arte durante il servizio militare, svolto a Verona (1927/’28), dove studia le porte di San Zeno e i calchi dell’Accademia Cicognini.

Dopo un breve soggiorno a Parigi nel ’29, nel 1930 si stabilì a Milano dove contribuì, al fianco di Aligi Sassu e di Renato Birolli, a sviluppare i germi della ribellione antinovecentista che sfocerà, negli anni 1938-40, nel movimento di Corrente.

A Milano realizzò le sue prime opere in bronzo e si dedicò al disegno, all’incisione, all’illustrazione e alla pittura, più volte ripresa durante la carriera.

Medardo Rosso

Mentre la sua iniziale attività risentì del «primitivismo» allora molto diffuso (decorazione della Cappella dell’Università Cattolica di Milano, 1931), la scoperta di Medardo Rosso, verso la cui opera si volse sempre più decisamente, e un secondo viaggio a Parigi nel ’36, lo condussero a una svolta: spinto dalla lezione impressionista, abbandonò gli schemi arcaizzanti e andò acquistando per gradi l’originale sensibilità luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualità che diverranno qualità stabili del suo stile.

Considerato ormai fra le personalità più significative della scultura italiana, tra il 1938 e il ’39 Manzù inizia la serie dei “Cardinali”, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola, assorte in meditazione.
Negli anni ’40, come reazione alla violenza della guerra, Giacomo Manzù riprende e riunisce sotto il titolo “Cristo nella nostra umanità”, le opere della Crocifissione e della Deposizione.

Nel 1941 ottenne la cattedra di scultura all’Accademia di Brera a Milano, da cui in seguito si dimise per dissensi sul programma di studio. Fra le opere di questo periodo: Ritratto di Francesca (1942, Città del Vaticano, Coll. d’Arte Mod.) e Grande ritratto di signora (1946, New York, Mus. of Mod. Art).

L’alta religiosità laica di Manzù trovò il suo culmine poetico nella Porta della Morte per San Pietro a Roma, a cui lavorò con alterne vicende dal ’52 al ’64:

 

i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nell’insieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori dell’opera di Manzù e uno dei maggiori complessi artistici dell’arte contemporanea

Fonte

LA BIOGRAFIA DI GIACOMO MANZU’

DA VEDERE:

VIDEO REALIZZATO IN OCCASIONE DELLA MOSTRA ANTOLOGICA DEDICATA AL MAESTRO NEL 2003

il catalogo con le opere inedite

il sito ufficiale

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Il 15 gennaio di ogni anno nella regione del Tamil NADU, in India, si svolge Jallikattu.

Jallikattu, un pò corsa dei tori un pò Corrida , non ha lo scopo di uccidere il toro ma solo di domarlo, inoltre, il “matadòr” indiano non ha a disposizione alcuna arma.

E’ una vera e propria prova fisica cui, tradizionalmente, i giovani uomini si sottopongono in occasione dei festeggiamenti del THAI PONGALfesta Tamil  che sta all’india come il thanksgiving agli USA.

Il termine Jallikattu deriva dalle parole “Salli” kassu (monete) e “Kattu” (pacco). Il pacco di monete, che viene legato alle corna del toro, è il premio in denaro per chi riuscirà a domare il toro.

Le origini della sfida risalgono ad una antica tradizione dravidica. Secondo la legenda, anticamente, la sfida veniva lanciata dalle giovani donne per poter scegliere i loro mariti.

In passato nella sfida venivano sfidati i mestosi Tori Kangeyam  perchè naturalmente più forti e feroci di ogni altra specie.

Oggi il toro Kanjeyam è in estinzione

Quest’anno la corte suprema di Dheli ha dato seguito ad un ricorso degli animalisti ed ha proibito lo svolgimento del jallikkattu definendolo una “barbara tradizione”. 

THAI PONGAL in sintesi

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foto rielaborata

Oggi Emanuela Orlandi compirebbe 40 anni.

Emanuela Orlandi (Città del Vaticano, 14 gennaio 1968), figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, scomparve in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni.

Quella che all’inizio poteva sembrare la “normale” sparizione di un’adolescente, divenne presto uno dei casi più oscuri della storia italiana che coinvolse, Vaticano, Istituto per le Opere di Religione (IOR), Banda della Magliana, Banco Ambrosiano e servizi segreti di diversi Stati, in un intreccio che non è ancora stato districato

Gaia Cenciarelli, autrice di EXTRA OMNES. L’INFINITA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI. Editrice Zona, pp. 160, nella sua introduzione al libro dice:

…Nel caso Orlandi non manca nulla: il SISDE, presente in casa di Emanuela sin dalle prime ore della sua scomparsa, il KGB, la STASI, la CIA, lo SDECE (i servizi segreti francesi) Ali Agca, i Lupi Grigi e la Bulgarian Connection, il Vaticano – soprattutto – con il suo inspiegabile (o forse spiegabile?), vergognoso ostracismo, Calvi, lo IOR, Marcinkus, il caso Moro e, last but not least, la banda della Magliana (probabile esecutrice materiale del sequestro)…..

Resoconto Commissione Parlamentare d’Inchiesta “Dossier Mitrokin” del 14 aprile 2003

il mistero Orlandi e la trasmissione RAI “Chi l’ha visto”

Tutti gli articoli sul caso ORLANDI su ARCHIVIO900.it

libri sul caso ORLANDI:

   

              

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il 13 gennaio 1970, dopo due anni e mezzo, termina la guerra civile nigeriana.

foto di Cagnoni - Biafra 1969

La guerra civile nigeriana, nota anche come guerra del Biafra, ebbe luogo fra il 6 luglio 1967 e il 13 gennaio 1970, in seguito al tentativo di secessione delle province sudorientali della Nigeria di etnia Igbo (o Ibo), autoproclamatesi Repubblica del Biafra.

copertina di life 7/12/'68 foto David Robison

L’azione militare del governo centrale nigeriano portò la popolazione di intere regioni a essere decimata dalla fame, e accuse di genocidio furono mosse da esponenti Igbo alla Nigeria.

                  

Si ritiene che circa un milione di persone siano morte nel conflitto, soprattutto a causa della fame e delle malattie.

L’organizzazione non governativa Medici senza frontiere venne fondata nel 1971 da Bernard Kouchner e altri medici francesi proprio in seguito alla loro drammatica esperienza in Biafra.

il sito di Medici senza frontiere

VIDEO

La guerra civile nigeriana documentata dalla BBC

Fonte Wikipedia

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